Desiderio Proibito

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Il Detective Lily J. Bradley rimase paralizzata sull’uscio di casa. Lasciò cadere a terra la borsa, il tonfo squarciò il silenzio opprimente che la circondava.
D’istinto premette l’interruttore della luce. Inutilmente.
Con lentezza cominciò a estrarre la pistola che teneva nella fondina dietro la schiena. Tolse la sicura, la impugnò con due mani, e tenne la canna verso il basso, mentre circospetta entrava in quel luogo che sino a poco prima era stato un rifugio contro la malvagità del mondo.
Ora, sembrava lo scenario da incubo di uno dei suoi casi d’omicidio.
L’accogliente salotto era illuminato solo dal chiarore di decine di candele dal profumo delicato. Come se un amante si fosse impegnato per creare una scena di seduzione.
Solo che lei non aveva un amante.
Un estraneo era penetrato nella sua tana.
Con l’arma puntata verso le ombre, cercò di capire dove fosse nascosto l’intruso.
Seguì la scia di candele che portavano al piano di sopra. Ogni tre scalini una luce tremolante rischiarava le tenebre e le indicava il cammino.
Non fu sorpresa che giungesse sino alla stanza da letto.
Dalla porta socchiusa filtrava un debole chiarore.
Con lentezza, le mani ferme sulla pistola, si diresse verso quella trappola. Con un calcio spalancò l’uscio, chiunque si fosse nascosto dietro avrebbe ricevuto un colpo così violento da tramortirlo.
Ma non c’era nessuno.
Fu un attimo.
E si ritrovò disarmata senza neanche comprendere come fosse accaduto.
Il tonfo della pistola che cadeva sul pavimento del corridoio.
Lo sbattere della porta.
Il metallico suono della serratura che scattava.
Era in trappola.
Lily si ritrovò immersa nell’oscurità, tranne che per il leggero bagliore di alcuni tealight, che conferivano alla stanza una parvenza spettrale, dove ogni ombra poteva nascondere il nemico.
«Lily, Lily. Sempre così imprudente. Prima di entrare avresti dovuto chiamare i rinforzi» la sbeffeggiò quella voce che avrebbe riconosciuto tra mille. Fonda come se provenisse dalle viscere dell’inferno. E lui era un demone.
«Shadow» sussurrò mentre un brivido gelido le serpeggiò dietro la schiena. Fulminea cercò di colpirlo con un calcio, nel punto da cui provenivano quelle beffarde parole che suonavano come un epitaffio. Ma lui si era già spostato.
«Hai un modo così sensuale di pronunciare quel nome» continuò ironico da dietro le sue spalle.
Lily rimase impietrita a quelle parole.
«Cosa ci fai in casa mia?» chiese fissando le ombre che la circondavano senza capire dove fosse nascosto.
«Per riscuotere il debito che hai nei miei confronti» le sussurrò in un orecchio. Lily emise un grido strozzato per quell’improvvisa vicinanza, non lo aveva sentito muoversi. Senza indugi cercò di raggiungere la porta del bagno per potersi chiudere dentro, ma si ritrovò con la parete alle spalle e la via di fuga sbarrata dall’imponente figura oscura.
«Sei impazzito» affermò con rabbia.
L’impossibilità di scorgere i suoi lineamenti, di capirne l’espressione, di sapere com’era fatto, era inquietante, ma, con sorpresa, anche eccitante.
Cosa le stava succedendo?
«Chissà. Si dice che tra genio e follia il confine sia labile» decretò con sarcasmo avvicinandosi sempre di più, finché Lily non si ritrovò schiacciata al muro, bloccata da quel corpo virile che le impediva ogni possibilità di fuga, le sue mani bloccate in alto sulla testa, in una presa ferrea.
Era in trappola.
Il silenzio ovattato era rotto solo dai loro respiri. L’oscurità era quasi completa, dando all’ambiente un’atmosfera irreale e fuori dal tempo, che scorreva scandito dal battito dei loro cuori.
«Lily» le alitò sulla bocca prima di leccarla con dolcezza.
«No» singhiozzò disperata dal calore eccitante che quel gesto sensuale le fece divampare nelle viscere.
«Si» sussurrò prima di stringerla con forza contro il corpo eccitato.
Prese possesso di quelle labbra soffici, deciso a farla cedere alla lussuria che stava divampando tra di loro, nonostante lei cercasse in ogni modo di liberarsi da quella morsa.
Quella bocca eccitante e quelle mani fameliche la accarezzavano senza freni, facendola sciogliere in un languido calore.
Perché tra tutti gli uomini che aveva frequentato, proprio lui riusciva a scatenare un tale fuoco torbido nel ventre. La vagina era dolorante, vuota, bagnata, al pensiero di quel corpo muscoloso che l’avrebbe riempita.
Le aprì la camicetta con uno strattone violento, facendo volare i bottoni, e sempre baciandola vorace, succhiando e giocando con la sua lingua, ottenebrandole la mente, in modo da eliminare ogni pensiero coerente.
Il reggiseno finì a terra, seguito dai jeans, gli slip e nel giro di pochi minuti fu completamente nuda. Le mani si posarono sul seno, palpando e tirando i capezzoli, mentre le labbra calde e umide abbandonarono la bocca per scendere verso il basso, lasciando una scia umida sulla pelle accaldata.
Lily si appoggiò alla parete per tenersi in equilibrio, le gambe ormai ridotte a gelatina, non la reggevano più. In pochi attimi era riuscito a farle dimenticare chi era, ma cosa più grave, chi fosse lui.
La passione che aveva scatenato era devastante, come la lingua che si faceva strada sul corpo senza darle tregua. Quando la sentì sul seno, dove cominciò a leccare e mordicchiare i capezzoli turgidi e doloranti, succhiandoli con forza, non riuscì a trattenere un gemito di piacere. Quel suono sensuale sembrò innescare una reazione devastante nell’uomo che la avvolse tra le braccia e la sollevò come se fosse senza peso. Pelle contro pelle, sempre baciandola con voracità, mordendo le labbra come se fossero frutti maturi da assaporare.
Lily si sentì stendere sul letto, e coprire dal corpo umido di sudore, il torace che strusciava sui seni, sollecitando le punte già tese, a ogni frizione le si contraeva il ventre, e il desiderio di sentirlo dentro di sé diventava ogni istante più impellente.
I respiri affannosi, si mescolavano in baci sempre più selvaggi, mentre Lily, ormai arresa davanti a quelle sensazioni devastanti, lo afferrò per i capelli per tenerlo contro di sé, si rese conto in quel momento, che anche lui era nudo.
Succhiandole i capezzoli, continuava ad accarezzarla senza fermarsi, sino a raggiungere il punto che anelava di essere riempito, con il pollice sollecitò il bottone dolorante dal desiderio, che le fece emettere un mugolio di frustrazione, e il respiro le si mozzò quando sentì il primo dito infilarsi all’interno della vagina carezzandola con delicatezza. Un secondo fu immerso, incalzando con delicati movimenti le pareti che si contraevano a ogni passaggio.
Prima che potesse rendersi conto, le dita furono sostituite dal pene, che fu spinto con forza nella cavità bagnata ormai pronta a riceverlo.
Il grido di Lily a quell’invasione fu bloccato dalla bocca vorace dell’uomo, che cominciò a baciarla mentre spingeva e si ritraeva con lentezza facendola impazzire, continuando a stuzzicarle un capezzolo mentre con una mano le afferrò i glutei per potersi immergere ancora più in fondo.
Lily era come in balia di onde sempre più alte, la frizione del corpo stimolava il clitoride, fitte di desiderio le attraversavano il ventre, ormai era sull’orlo del baratro.
«Vieni con me» supplicò come una preghiera quella voce cupa prima d’immergere la lingua nella sua bocca e affondare sempre più veloce, sempre più profondo.
L’orgasmo arrivò violento, facendola fremere in tutto il corpo, le grida smorzate dai baci incandescenti. I muscoli della vagina che si contraevano intorno al pene innescarono il culmine anche nell’uomo che immerse il viso nei suoi capelli. Tremando e senza forza cadde sulla donna avvolgendola tra le braccia.
I respiri affannosi, le menti ancora perse nel piacere appena condiviso.
«E’ stata una follia» gemette Lily riemergendo da quella nebbia sensuale.
«Hai ragione» borbottò lui baciandola con cattiveria come punizione per quella frase.
«Il mio debito è pagato» continuò imperterrita.
«Lo pensavo anch’io. Ma ho cambiato idea» ribatté Shadow mentre si rivestiva in fretta nascosto dalle ombre.
«Che cosa vuoi dire?» domandò allarmata a quelle parole.
«Tornerò» promise scomparendo nella notte lasciandola con la terrificante sensazione di una catastrofe imminente.

 

Questo racconto ha un prequel edito da Edizioni R.E.I, pubblicato nella raccolta Suspense Tales dal titolo Caccia Mortale.