Il Risveglio

Il cuore delle mie storie. Qui trovi romanzi, racconti, pubblicazioni ed eventi letterari: pagine, incontri e opere che raccontano il mio universo creativo.

Oggi vi propongo il primo racconto che ho inviato per la selezione a 365 Racconti sulla Fine del Mondo. Scartato naturalmente. Cosa credevate di poter leggere quello selezionato senza comprare la raccolta?? Eh no! ^^
 
Sprazzi di consapevolezza cercavano d’invadere la sua coscienza sopita. Qualcosa dentro di lei voleva impedire che accadesse. Che si risvegliasse. Non voleva tornare nella realtà. Non voleva scoprire ciò che era accaduto mentre dormiva quel sonno indotto.
Lampi di luce la abbagliavano dietro le palpebre chiuse. Suoni ovattati le giungevano alle orecchie.
«No» pronunciò con voce flebile, oppure era il suo pensiero.
La paura cominciò a galoppare frenetica nelle vene. Il cuore a martellare nel petto come un tamburo impazzito.
 
Il dolore della consapevolezza e dei ricordi le attanagliò 
le viscere.
Le lacrime di suo padre mentre le diceva addio. La spiegazione che era l’unica soluzione per garantire la sopravvivenza della razza umana.
Si rifiutava di accettare di doverlo abbandonare. Lei non era stata contagiata dal virus letale che stava decimando l’intera umanità.
Lei, e altri giovani sani erano stati messi in criogenesi come ultima speranza di salvezza.
In stasi per duecento anni.
E poi? La speranza in un futuro. Ma non la certezza.
Era stata rinchiusa in quella capsula. L’ultimo sguardo al volto addolorato di suo padre, e poi il nulla.
Non voleva ricordare, non voleva svegliarsi e ritrovarsi sola: senza la famiglia, gli amici, il suo mondo.
Catapultata in una realtà aliena e senza certezze. Accanto a persone che non appartenevano al suo cuore.
Avvertiva sulla pelle il tocco delicato di mani sconosciute. Rassicuranti.
Come la voce che sussurrava il suo nome: Eve.
Lentamente aprì gli occhi a quegli stimoli che il suo corpo non riusciva a combattere.
Si arrese. Si svegliò.
La luce bianca dei fari appesi al soffitto l’accecò. Strinse gli occhi e poi li riaprì lentamente.
Cercò di girare la testa, ma ogni movimento era come una stilettata.
Dove si trovava? Chi l’aveva risvegliata?
Due occhi felini in un viso bestiale entrarono nel suo campo visivo.
Il suo urlo agghiacciante lacerò il silenzio della sala. Dentro di sé dilagò la disperazione.
Nessuna speranza. Era sola.